Molti sono gli artisti che si sono ispirati alla vicenda e alla figura di Giorgio Perlasca. Qui di seguito segnaliamo degli spettacoli che potrebbero essere un completamento all’evento mostra.
Recital

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Il recital, dedicato alla figura di Giorgio Perlasca, nasce dalla interazione tra parola e musica partendo da connotazioni comuni di un vissuto che può essere ripercorso su più piani: storico, culturale, emotivo, di connotazione geografica e di memoria. Gli scritti del diario di Perlasca, oltre il racconto della vicenda personale, offrono uno spaccato di vita della Budapest di quel periodo segnata dalla tragedia dei rastrellamenti e delle deportazioni. In quei anni il giovane musicista ebreo-ungherese (nato nel 1923) Gyorgy Ligeti studiava al Conservatorio della stessa città impegnandosi a fondo, influenzato all'esperienza di Bèla Bartok, nello studio delle radici etnomusicologiche della propria terra; in un ciclo di undici brevi pezzi pianistici, scritti nel 1951, che chiamò "Musica ricercata", convoglia il clima e le esperienze di studio di tutti gli anni di formazione, musicale e non. Alla radice della tecnica compositiva e strutturale di "Musica ricercata" (che è la base portante della parte musicale del recital) c'è un'idea che accumula i suoni progressivamente allo scorrere dei pezzi; il primo costruito con due soli suoni, il secondo (uno dei tanti lavori di Ligeti usati da Kubrik per i suoi film) con tre suoni e così via fino ad arrivare ai dodici suoni della scala temperata con una fuga che è un omaggio a Frescobaldi, massimo esponente del Ricercare per organo. Nell'elaborazione del proprio mondo poetico, con la conseguente critica al mondo, Ligeti approda all"'antimondo", alla trascendenza, o, ancora, alla "fuga verso le stelle" alla ricerca della" musica delle sfere", che resta eterna, immutabile. Immutabile come l'esperiynza dei superstiti dei lager. Primo Levi ha spesso affermatò di non considerarsi un testimone perché superstite. "I sopravvissuti sono una minoranza anomala oltre che esigua, quelli che per loro prevaricazione, abilità o fortuna, non hanno toccato il fondo: i salvati, insomma. Chi, il fondo, lo ha toccato davvero, i testimoni integrali, la cui deposizione avrebbe avuto significato generale, sono scomparsi: i sommersi, appunto. La regola è quella dei sommersi, quella dei salvati l'eccezione". Eccezione che Levi ha vissuto come peso esistenziale; si è suicidato a Torino nel 1987.
Proprio per rendere ancora piu' significativo l'atto d'amore compiuto da Giorgio Perlasca, è stato fatto un lavoro di fusione tra le pagine del suo diario e brani tratti dalle testimonianze di Primo Levi magistralmente raccolte nel suo primo libro "Se questo è un uomo".
Il recital si conclude con due poesie scritte da due bambini prigionieri del campo di sterminio di Teresin.

Teatro
Ass. Bel Teatro di Padova regia di Roberto Innocente "Un uomo, solo un Uomo - Jorge Perlasca"
È la terza tappa di un lungo cammino nella memoria della Shoah. Con "Il Diario di Anna Frank" abbiamo vissuto il terrore, la persecuzione degli ebrei, con "Elegia per non dimenticare" abbiamo percorso l’intero periodo storico 1938/1945 mentre con questo ultimo spettacolo su Per lasca abbiamo voluto mettere in scena un esempio di atteggiamento "positivo", di una coscienza non spenta, di una disponibilità a rischiare tutto per salvare la "dignità" dell’essere umano.

Musical
La Società Corale Mortalisatis nata nel 1971 a
Maserà di Padova
Oratorio per soli, coro e orchestra
"UNICO CORPO"
I giorni di Budapest
Giorgio Perlasca
La musica ha la capacità di fermare il tempo e di poter penetrare a fondo nelle emozioni del cuore.L’oratorio "Unico corpo – I giorni di Budapest" si propone proprio questo: ripercorrere le drammatiche vicende vissute a Budapest da Giorgio Perlasca nei giorni dell’occupazione nazista, come un viaggio nella sua interiorità. Si assiste all’intima evoluzione di un pensiero, alla maturazione coraggiosa di una decisione, sulla quale si gioca tutto di un uomo: la sua vita rischiata senza riserve, nel sentire come "propria vita" anche quella di chi soffre ed è perseguitato, nell’essere come un "unico corpo", appunto.
Il testo di Gaia Zanini, ispirato al diario personale di Giorgio Perlasca, esprime con poesia e introspezione una vicenda di tanto spessore umano e drammatico, senza tuttavia indugiare in intenti didascalici. L’originale scrittura musicale di Alessandro Kirschner esprime, amplifica, interpreta questo testo andando a formare un’opera moderna di grande impatto emotivo e profonda commozione.
Balletto
Ariston Proballet Sanremo
JORGE PER 45 GIORNI
La Compagnia è composta da ballerini diplomati alla scuola del Teatro alla Scala di Milano o da altre prestigiose accademie. I primi ballerini, di fama internazionale, SABRINA RINALDI e MARCELLO ALGERI sono principal nella prestigiosa compagnia americana Connection Ballet U.S.A. La proposta di questo balletto/prosa, anche quando parla di argomenti duri e terribili non viene fatta con rabbia e violenza, al contrario è dolce e tenera perché frutto della spinta e del filtro del motore universale dell’amore.
Il balletto "Jorge per 45 giorni" non rappresenta gli avvenimenti storici e la biografia del personaggio perché argomenti già lungamente trattati e rappresentati, ma prende spunto dalla figura di questo grande eroe italiano, toccando i temi in maniera sintetica per poter più liberamente spaziare in riflessioni di carattere generale, universale, ispirate dall’esempio positivo di JORGE.