Il termine “Shoah” si riferisce comunemente al periodo dal 30 gennaio 1933, quando Hitler divenne Cancelliere della Germania, all’8 maggio 1945, la fine della guerra in Europa.
Il processo di distruzione si basava su tre premesse:
1 – nessun ebreo doveva sfuggire alla rete;
2 – gli articolati rapporti tra ebrei e non ebrei dovevano essere interrotti col minimo danno possibile per i tedeschi;
3 – bisognava limitare al massimo le ripercussioni psicologiche tra le file dei carnefici, evitare agitazioni tra le vittime e scongiurare proteste tra la popolazione non ebrea.
Sulle cifre oggi si conviene che furono quasi 6 milioni gli ebrei sterminati.
Hilberg individua quattro fasi nel processo devastante di distruzione:
1- definizione per decreto di chi è ebreo, (leggi di Norimberga);
2- l’espropriazione (beni, imprese, lavoro, diritti) ed espulsione;
3- separazione dal resto della popolazione e concentramento;
4- annientamento.
La fase due inizia già nel 1933 e si prolungò fino alla notte dei cristalli (9-10 novembre 1938). La fase 3 inizia nel ’39 quando, con l’invasione della Polonia, i nazisti si accorgono che è impossibile espellere tutti gli ebrei. Riesumano il “ghetto” medievale. Lòdz, Varsavia, Lublino. Pensarono persino di ampliare il concetto stesso di deportazione trasferendo forzatamente in un luogo distante gli ebrei tedeschi individuandolo nell’isola africana (allora in mano francese) del Madagascar. Ma la soluzione della “ghettizzazione” sembrava più realizzabile.
La fase 4 comincia nel 1941: piccoli reparti mobili di SS e polizia, le famigerate Einsatzgruppen, al seguito dell’esercito tedesco, rastrellano i territori occupati per eliminare spie, commissari politici sovietici e tutta la popolazione ebraica. Si procede con fucilazioni di massa.
Nel gennaio 1942, alla conferenza del Wansee, Heydrich capo dell’ufficio centrale di sicurezza del Reich (RSHA) e braccio destro di Himmler convoca 15 alti funzionari e comunica l’ordine di procedere alla Endlösung, alla soluzione finale.
Vengono ampliati e riadattati a campi di sterminio i campi di concentramento esistenti. Nella primavera del ’42 entrano in funzione i primi campi creati esclusivamente per lo sterminio. Sono sei, tutti nel territorio o vicino ai confine del Governatorato Generale (la parte tedesca della Polonia occupata): Belzec, Sobibor, Treblinka, Lublino-Majdanek, Chelmno ed il tristemente famoso Auschwitz. In un anno circa 2 milioni di morti provenienti dai ghetti della Polonia.

auschwitz

Il maggiore centro di sterminio era, per l’appunto, Auschwitz, predisposto per “liquidare” fino a 10.000 persone al giorno. Ne riuscì ad uccidere in totale 1.300.000 (Treblinka 900.000). I 2/3 della popolazione ebraica europea vennero uccisi. Nel corso del ’43 furono smantellate le strutture di Belzec, Sobibor e Treblinka, che ormai avevano esaurito il loro compito. Invece Auschwitz fu smantellato solo nel novembre del ’44, ma i nazisti non fecero in tempo a distruggerlo, perché il 27 gennaio 1945 il campo venne liberato.
Anche in Italia i nostri connazionali di religione ebraica pagarono un tributo altissimo alla follia nazista e dei loro alleati con oltre 6000 morti su una popolazione di poco superiore alle 30.000 unità.

 

Newsletter Powered By : XYZScripts.com