Hasan Cemal,  1915: genocidio Armeno,  Guerini associati

 

Hasan Cemal 1915 genocidio Armeno Guerini associati 2015Riconoscere il male, liberarsi dalla menzogna”
«Si può aver paura della storia? Noi in Turchia ne abbiamo paura, ed è una paura molto profonda… Forse per questo solo il nostro inno nazionale turco inizia con la parola “paura”». Nipote di Cemal Pasa, che fu fra gli esecutori materiali del genocidio, l’autore racconta il proprio percorso di formazione dal negazionismo iniziale al rifiuto della «leggenda nera» sugli armeni. E conclude: «Un domani verrà fuori qualcuno che riporterà in un libro i dolori della sua nonna turca, un altro quelli della sua nonna curda. Lo faccia. Di cosa dovremmo avere paura? Chiunque ha dei legittimi dolori».
«È stato un percorso, il suo, difficile e impervio. Ha dovuto affrontare, prima di tutto, la sua stessa pesante eredità famigliare.[…] Ma questo libro è unico per la freschezza inaspettata e persuasiva con cui Hasan Cemal allinea un’antologia impressionante: documenti su documenti, testimonianze, articoli, informazioni di prima mano su ciò che veramente accade oggi in Turchia» (dalla prefazione di Antonia Arslan).
Proclamare la verità del genocidio armeno è stato per Hasan Cemal il risultato di un itinerario, di un percorso di conoscenza e di ricerca della giustizia per “restituire” al popolo armeno ciò che gli è stato tolto da un secolo, il diritto alla memoria e la possibilità di curare le sue ferite. “Chissà se gli armeni vogliono condividere il loro dolore con il nipote di Cemal Pascià”, si chiede l’autore accingendosi a porre mano a questo importante libro che sta avendo grande diffusione in Turchia, nonostante divieti e processi.
Proclamare la verità del genocidio armeno è stato per Hasan Cemal il risultato di un itinerario, di un percorso di conoscenza e di ricerca della giustizia per “restituire” al popolo armeno ciò che gli è stato tolto da un secolo, il diritto alla memoria e la possibilità di curare le sue ferite. “Chissà se gli armeni vogliono condividere il loro dolore con il nipote di Cemal Pascià”, si chiede l’autore accingendosi a porre mano a questo importante libro che sta avendo grande diffusione in Turchia, nonostante divieti e processi.
Un libro in cui l’autore ascolta le voci del passato ma anche le voci della Turchia contemporanea ancora piegata sotto il peso del nazionalismo e del negazionismo riguardo alla questione armena. Un tortuoso cammino verso la democrazia e il rispetto della libertà di pensiero e dei diritti umani alimenta ancora odio e diffidenza.
Giornalista e scrittore, è stato caporedattore del giornale turco Cumhruiyet dal 1981 al 1992, poi di Sabah dal 1992 al 1998 e del Milliyet dal quale si è dimesso nel 2013 su pressione del Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan per avere intervistato il leader del PKK Abdullah Ocalan. Nato nel 1944 a Istanbul da genitori di origine turca e circassa, laureato in Scienze Politiche nel 1965 a Ankara, noto in Turchia e all’estero per avere riconosciuto il genocidio armeno perpetrato da suo nonno e dagli altri due triumviri Enver e Talaat. Ha chiesto perdono agli armeni percorrendo un tratto di strada con Hrant Dink che si batteva per la riconciliazione fra turchi e armeni. È consapevole che in Turchia viene trasmessa una storia malata: “Se potessimo fare la pace con la realtà…Se potessimo fare la pace con l’umanità…Se potessimo fare pace con noi stessi… Ma quando?”

Newsletter Powered By : XYZScripts.com