Appartamento ad Atene, regia di Ruggero Dipaola, con Laura Morante, Richard Sammel, Gerasimos Skiadaressis, Vincenzo Crea, Alba De Torrebruna. – Italia 2011.

 

Atene, 1942. Prima della guerra Nikolas Helianos era un editore e un borghese abbiente. Sensibile e illuminato è il padre amorevole di Leda e Alex e il consorte innamorato di Zoe, con cui cerca di sopravvivere alla guerra e all’occupazione nazista. Il loro ménage viene interrotto dall’ingresso letterale di un ufficiale tedesco. Ottuso e tirannico, il capitano Kalter sequestra la loro intimità, sistemandosi nella loro camera da letto, occupando per i pasti il loro salone, disponendo libri e sigari nel loro studio. Nikolas e Zoe loro malgrado imparano a convivere col capitano, prudenti nelle azioni e nei pensieri. Richiamato in patria, Kalter si congeda per due settimane al termine delle quali rientra in seno alla famiglia trasformato. Depresso e inappetente non trova più piacere nel vessare e comandare gli ospiti ospitanti. Tra un bicchiere di vino rosso riscaldato e la lettura di un classico, Nikolas e Kalter sembrano trovare un equilibrio nuovo e paritetico. Ma la confessione del capitano, promosso maggiore, intorno a un dolore privato, sovvertirà un’altra volta simmetrie e convivenze, infilando un epilogo tragico.
Opera prima e dolente di Ruggero Dipaola, Appartamento ad Atene è un crudele gioco delle parti: un disturbato ufficiale nazista accomodato davanti alla tavola e una famiglia greca ‘insediata’ che lo fissa negli occhi impotente. Perché agli Helianos non sfugge la comprensione del dramma, a sfuggire è piuttosto la logica perversa che muove quel tiranno, che ha invaso la loro terra e la loro casa e adesso brama anche la loro anima. Portatore dell’aberrante piacere del potere assoluto esercitato su chi non può difendersi senza mettere in pericolo la propria e altrui incolumità, Kalter incarna l’ordine del terrore eliminando qualsiasi relazione diretta tra una condotta e la conseguente punizione.
È l’irruzione improvvisa dell’ignoto, è l’interruzione del normale corso degli accadimenti e della disposizione alla razionalità. Le vittime di quell’invasione sono spossessate e ogni azione aggressiva può essere compiuta. Al piacere sadico di Kalter, così prossimo a quello dei comuni criminali, ‘reagisce’ la mitezza di Nikolas che si muove diversamente e ostinatamente nello spirito dell’amore. (Rin)chiusi in un appartamento, luogo della rappresentazione e centro dell’azione, l’ufficiale e il padre ‘parlano’, come ogni altra cosa o oggetto nella casa, di equilibri interiori affranti, di domini sadici, di dilemmi angosciosi. Dipaola entra nell’appartamento dalla porta d’ingresso, introducendo lo spettatore nei corridoi e nei meandri delle oscurità dell’anima, dentro un’angoscia palpabile e insostenibile. Nelle stanze ‘occupate’ degli Helianos il black out è assoluto e spezza qualsiasi legame con l’esterno, che alterna l’interno soltanto per immergersi in altre tenebre e nella psiche degenerata di un maggiore zoppo, innocuo all’apparenza e poi terribile nel praticare la stessa crudeltà. Alla maniera dello scorpione nell’incipit, gli Helianos sono in trappola e sperimentano il dolore e l’impossibilità a superare indenni le fiamme, troppo alte dell’orrore. Lo dichiara subito il regista, anticipandoci pena e condanna, ma offrendoci insieme il conforto del racconto.
Appartamento ad Atene deriva da un romanzo, comincia con la narrazione di una bambina e chiude sul volto muto della protagonista e sulla voce over del marito che recita la propria lettera e il proprio testamento. Alla Zoe della Morante non serve vedere per capire, ha bisogno di una voce per ricordare. Perché la parola permette di dare un senso a un’intimità violata, di contenere nei limiti della sopportabilità umana la più feroce delle aggressioni.
Trasposizione del romanzo omonimo di Glenway Wescott, Appartamento ad Atene è cinema ‘da camera’ che indaga l’incarnazione del male e la relazione che intrattiene con l’umano. Cinema che ritrova nelle parole la Memoria degli orrori subiti dentro una guerra che è tutte le guerre.

Da Mymovies.it

 

 

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